Impossibile caricare il contenuto multimediale. 1️⃣ PERCHÉ L’HO SCELTA?????????♂️ Mi sono orientato verso una penna a scatto per una serie di motivi. Innanzitutto, perché spesso mi trovo nella necessità di dover prendere immediatamente degli appunti e, non avendo la mano debole libera, sono costretto ad afferrare il cappuccio con i denti per rimuoverlo, in dispregio delle più elementari regole igieniche. Ho considerato, inoltre, che, con questa soluzione avrei: evitato di perdere il cappuccio in continuazione; eliminato il rischio che si tolga accidentalmente, permettendo alla punta di macchiare tutto ciò con cui entra in contatto; scongiurato il pericolo di inghiottimento da parte dei bambini che sovente s’impossessano della mia penna. Per non sbagliare e ritrovarmi a distanza di qualche giorno dall’acquisto con le mani imbrattate d’inchiostro o con il meccanismo a scatto mal funzionante, ho scelto un modello ampiamente collaudato: la “Jotter”, che è commercializzata sin dal 1954 da PARKER, ovvero un’azienda statunitense, che è tra i principali produttori di penne a livello mondiale, la quale, ormai da diversi anni, è controllata dal colosso americano NEWELL BRANDS, che spazia in diversi settori commerciali, tra cui, appunto, quello della scrittura (al suo ampio portafoglio appartengono marchi noti, come Waterman, Paper Mate e Rotring, solo per citarne alcuni). La Jotter è una vera e propria icona della penna a sfera (anche se, ad onor del vero, esistono pure le versioni stilografica e rollerball), seconda per diffusione solo alla più economica BIC “Cristal Original”. Viene distribuita in una miriade di varianti, diverse non solo per colore e rifiniture, ma anche per materiali costitutivi e dimensioni. La versione “Originals”, di cui ci occupiamo in questa sede, è quella più semplice ed economica, la c.d. “entry level”. Prodotta in oltre 50 colori, come suggerisce il suo nome è quella che più si accosta (pur non essendo totalmente uguale) ai primi modelli realizzati negli anni Cinquanta del secolo scorso. Ho ritenuto più conveniente acquistare il set composto da: ● una penna Jotter Originals con fusto nero (il numero di riferimento del produttore è “2096873”), equipaggiata con cartuccia di ricarica di tipo “G2”, avente punta media a sfera da 1,0 mm, con inchiostro “tradizionale”, che a me è capitato di colore blu (avrebbe potuto essere anche nero: la scelta è “puramente”????casuale, secondo il fabbricante); ● un refill a sfera identico a quello già installato nella penna, quindi, con punta media da 1,0 mm e inchiostro “tradizionale” di colore blu (il numero di riferimento del produttore è “1950371”); ● un refill a sfera di tipo “G2” con punta media da 1,0 mm e inchiostro “tradizionale” di colore nero (il numero di riferimento del produttore è “1950369”); ● due refill di tipo “G2” con punta media da 0,7 mm e inchiostro gel di colore nero (il numero di riferimento del produttore è “1950344”); ● un refill di tipo “G2” con punta media da 0,7 mm e inchiostro gel di colore blu (il numero di riferimento del produttore è “1950346”). Questa cartuccia, analogamente alle altre 2 con inchiostro gel, ha la punta munita di pallina di protezione gommosa, per evitare che si asciughi e divenga inservibile. Copertura che, naturalmente, va rimossa prima dell’utilizzo. La confezione è rappresentata da un blister in cartoncino ondulato e polietilene; un tipo di packaging, che brilla per efficienza, in quanto scherma validamente i vari agenti esterni che possono intervenire in fase di stoccaggio e di trasporto; in particolare, la polvere, l’umidità e la muffa, delle quali, in effetti, non ho trovato traccia nel rimuovere l’imballaggio. Un genere di imballaggio che rivela, inoltre, una marcata attenzione alla sostenibilità ambientale da parte del produttore, il quale, come si può notare, evita le componenti inutili della confezione, privilegiando solo materiali riutilizzabili e/o riciclabili. L’etichettatura, seppur di livello essenziale, contiene tutte le informazioni occorrenti al consumatore per effettuare un acquisto oculato. Sul fronte e sul retro del cartoncino costitutivo del blister sono riportate le caratteristiche principali dei 6 elementi che compongono il kit. Qui apprendiamo, ad esempio, che la penna e i refill a sfera vengono prodotti in Francia (come emerge anche dalle marcature impresse sia sulla parte posteriore del “cappuccio” della penna, sia sulle cartucce ad inchiostro “tradizionale”), mentre i refill con inchiostro gel sono realizzati in Cina. 2️⃣ LE CARATTERISTICHE STRUTTURALI⛏ E LE DOTI TECNICHE???? Il set recapitatomi, sia sotto l’aspetto strutturale che funzionale, risponde fedelmente ai contenuti testuali e fotografici delle pagina promozionale di Amazon, motivo per il quale evito di descriverlo in maniera troppo approfondita; viceversa, rischierei seriamente di risultare tedioso e/o soporifero. Reputo più opportuno soffermarmi su alcuni dei suoi tratti salienti, riportando, per lo più, le impressioni maturate in queste settimane di utilizzo, nella speranza che possano aiutare il potenziale acquirente a comprendere se esso sia o meno congeniale alle sue esigenze. La penna, con la punta retratta, è lunga 128,2 mm; ha un diametro massimo (sùbito sotto la clip, nel punto di congiunzione delle due componenti principali) di 9,5 mm e pesa 11 g con il refill inserito. Queste caratteristiche dimensionali e ponderali la rendono adatta quasi ad ogni tipo di mano; comunque, laddove si desiderasse una penna di maggiori dimensioni, rimanendo nell’àmbito dello stesso modello, si potrà optare per la Jotter “XL” (presentata a novembre 2018), la quale, sebbene equipaggiata dal medesimo refill “G2”, è più lunga e più spessa del 7% (misurandola, ho riscontrato una lunghezza di 138,1 mm e uno spessore di 10,4 mm), e pesa circa 21 g, non solo per le sue maggiori dimensioni, ma anche perché è realizzata completamente in acciaio inossidabile (è disponibile in diversi colori evocativi di punti panoramici londinesi, comprese le versioni monocromatiche). Se, invece, il problema è solo l’eccessiva leggerezza, si potrà optare per la “Jotter Core” , la quale ha all’incirca le stesse dimensioni della “Jotter Originals” (per la precisione, è più lunga e più spessa di un paio di decimi di millimetro), però, essendo integralmente realizzata in acciaio inossidabile, pesa 15 g, anziché 11 g (è disponibile in vari colori celebrativi delle stazioni della metropolitana londinese, compresa la versione completamente incolore con finitura spazzolata, la c.d. “Stainless Steel”). Ritengo opportuno ribadire che i dati numerici poc’anzi riportati sono il frutto di misurazioni effettuate da me e differiscono leggermente da quelli indicati dal produttore, secondo il quale la normale Jotter misura 12,8 x 1 cm e pesa 11 o 14 g, a seconda che si tratti della “Originals” o della “Core”, mentre la “Jotter XL” misura 13,8 x 1,1 cm e pesa 19 g. Il “cappuccio” (ossia la parte superiore della penna, contenente il meccanismo a scatto) della “Jotter Originals” è in acciaio inossidabile e presenta una finitura spazzolata. Dello stesso metallo, che, com’è ben noto, gode di una pregevole resistenza meccanica e alla corrosione, è anche il pulsante di attivazione, il quale, però, superficialmente è opaco. Quest’ultimo ha l’estremità piatta, arrotondata e liscia, a differenza delle Jotter di qualche anno fa, dove, invece, era concava e recava il logo della Parker (la variazione è avvenuta nel 2011, anno in cui la produzione della Jotter si è spostata dall’Inghilterra alla Francia; però, sui modelli prodotti fino al 1973, periodo in cui la fabbricazione avveniva negli USA, il pulsante era molto simile a quello attuale, ossia arrotondato, senza concavità e senza logo). Sempre di acciaio inossidabile, ma con finitura lucida, è fatta anche la clip integrata nel cappuccio, la quale ha l’iconica forma “a freccia”. Quest’accessorio, piuttosto robusto e abbastanza lungo, è molto comodo, in quanto consente di fiss