Livret de Famille è composto da quindici capitoli nei quali il grande scrittore francese ritrae, sia in veste autobiografica sia immaginaria (ma sempre radicata nella sua vita), personaggi e luoghi del suo passato. Il libro è del 1977 e lo scrittore ha trentadue anni, ma lo stile è quello che lo caratterizza: attese, sospensioni (quasi tutti i finali dei ‘racconti’ rimangono sospesi), silenzi. Il tutto guidato, come sempre, dall’energia della memoria. Anche in Livret de Famille, i personaggi non sono ritratti interiormente, ma esteriormente: sappiamo nei dettagli come si vestono, come si muovono, che auto guidano, che luoghi abitano o frequentano, ma non sapremo mai chi veramente sono, da dove vengono e dove andranno. E’ come se lui ce li presentasse e poi toccasse a noi fare conoscenza. Estremamente visiva, come d’abitudine, anche la ricostruzione ambientale, sia che si tratti di luoghi interni, come stanze in affitto, appartamenti, camere d’albergo, o luoghi esterni: strade, e piazze che Modiano più che attraversare vive, sempre accompagnato dal suo taccuino, perché niente vada perduto: né un numero civico, né un numero telefonico. E’ uno scrittore che venero, al quale ho scritto e dedicato una mia canzone: Streets of Paris. Lo sto leggendo in originale, perché parecchi suoi non sono mai stati tradotti in italiano. “…ma è sempre la stessa roba, i suoi libri sono uno più ripetitivo dell’altro! Mai niente di nuovo sul fronte Modiano!”. Dirà qualcuno. E’ vero, ma è per questo che lo leggo; mi piace ritrovarmi nelle sue storie e lasciarmi trasportare dalla sua penna delicata in un flusso di memoria. In parole povere, Modiano è come il pane: i giorni si susseguono, e i mesi, e gli anni, ma il profumo e il sapore che aveva il pane quando ero bambino è lo stesso, identico, di oggi. Toujors à la prochaine cher Modiano!